I Viaggi di Gulliver

I Viaggi di Gulliver è un famoso libro satirico scritto dall’autore irlandese Jonathan Swift. Pubblicato per la prima volta nel 1726, quest’opera è considerata uno dei grandi classici della letteratura irlandese e mondiale.

I Viaggi di Gulliver: satira mascherata da romanzo d’avventura

I Viaggi di Gulliver (1726) di Jonathan Swift è uno dei capolavori della letteratura di lingua inglese e il libro più famoso scritto da un irlandese nel XVIII secolo. Swift era nato a Dublino nel 1667 e vi trascorse gran parte della sua vita come decano della St Patrick’s Cathedral, ma I Viaggi di Gulliver non è un libro sull’Irlanda — è una satira feroce della politica, della scienza, della filosofia e della natura umana dell’Europa del suo tempo, mascherata da romanzo di viaggio fantastico.

Le quattro parti del romanzo

Il libro si divide in quattro viaggi: a Lilliput, dove gli abitanti sono alti un sesto di un pollice e le loro dispute politiche — tra tacchi alti e tacchi bassi, tra chi apre le uova dalla parte grande e chi dalla piccola — satirizzano le guerre religiose europee; a Brobdingnag, paese di giganti dove Gulliver diventa piccolo come un insetto e i costumi inglesi appaiono grotteschi al re locale; a Laputa, isola volante abitata da scienziati inutili che satirizzano la Royal Society londinese; e infine nel paese degli Houyhnhnm, cavalli razionali che governano su esseri umani degradati chiamati Yahoo — la critica più radicale dell’umanità che Swift abbia mai scritto.

Perché leggerlo ancora oggi

Spesso ridotto a libro per bambini nella versione ridotta su Lilliput, I Viaggi di Gulliver è in realtà un’opera adulta e politicamente pungente. Swift scriveva dalla posizione di un irlandese colonizzato che conosceva dall’interno la barbarie dell’Impero britannico e i suoi meccanismi di autolegittimazione. La sua modernità sta nell’incapacità della satira di invecchiare: i potenti ridicoli di Lilliput e i filosofi inutili di Laputa sono riconoscibili in ogni epoca.