La musica è cambiata

La musica è cambiata (titolo originale The Guts, pubblicato da Guanda nel 2014) è il romanzo con cui Roddy Doyle torna, a circa venticinque anni di distanza, sul personaggio che lo rese celebre: Jimmy Rabbitte, l’indimenticabile manager della band protagonista de I Commitments (1987), portato sul grande schermo nel 1991 dal regista Alan Parker con la celebre versione di “Mustang Sally” di Wilson Pickett.

Trama: Jimmy Rabbitte vent’anni dopo

Jimmy ha ora 47 anni, una moglie che lo ama ancora e quattro figli. Dismessi i panni di manager improvvisato di una band di periferia, si guadagna da vivere scovando vecchie glorie musicali dimenticate e rilanciandone i successi online per fan nostalgici e nuove generazioni. È un’attività che sta finalmente decollando — ma proprio mentre tutto sembra andare per il meglio, Jimmy si ritrova ad affrontare due guai contemporaneamente: la crisi economica che colpisce duramente il suo business, e una diagnosi di cancro all’intestino.

Invece di arrendersi, Jimmy ritrova il vecchio amico e chitarrista dei Commitments, Outspan — che di salute sta persino peggio di lui — e riallaccia i rapporti con Imelda, una delle coriste della vecchia band. Scoperto che nel 2012 Dublino ospiterà il Congresso Eucaristico, un evento che la città non vedeva dal 1932, Jimmy intuisce l’occasione: rilanciare canzoni e atmosfere di quell’epoca esatta. Il piano prende forma quando spunta un misterioso ritrovamento musicale risalente proprio al 1932 — una canzone blues-folk che, “rinfrescata” nel ritmo, Jimmy è convinto possa portare la band di suo figlio maggiore Marvin dritta al festival rock più importante d’Irlanda.

Perché leggere La musica è cambiata

Attraverso i dialoghi frammentati e realistici che sono il marchio di fabbrica di Doyle — considerato uno dei maestri assoluti del dialogo nella narrativa contemporanea — il romanzo intreccia con naturalezza la vita quotidiana e la sensibilità sociale dell’autore: l’Irlanda della recessione post-2008, il boom dei social media, lo spettro della malattia, ma soprattutto la nostalgia del passato che si scontra con l’entusiasmo tutto irlandese per il futuro. È una lettura consigliata non solo a chi ha amato I Commitments, ma a chiunque cerchi un ritratto autentico, mai sentimentale, della Dublino contemporanea.

Roddy Doyle e l’Irlanda

Roddy Doyle, nato a Dublino nel 1958, è considerato il capofila della nuova narrativa irlandese contemporanea. Ha insegnato per quattordici anni inglese e geografia alla Greendale Community School di Kilbarrack, la vera città che si nasconde dietro la fittizia Barrytown, ambientazione ricorrente di molti suoi romanzi, incluso questo. Ha vinto il prestigioso Booker Prize nel 1993 con Paddy Clarke ah ah ah!.

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