William Murphy, WikipediaSe c’è un gruppo nel folk irlandese che ha saputo rompere le regole e guardare oltre i confini dell’isola, sono sicuramente i Kila. Nati negli anni ’90, ma con radici profonde nel Donegal gaeltacht (l’area di lingua irlandese), i Kila hanno preso la musica tradizionale e l’hanno mescolata con ritmi tribali africani, polke dell’Est Europa e sonorità etniche da tutto il mondo.
Le radici nel Donegal e la ricerca spirituale
Fondati dai fratelli Rónán, Rossa e Colm Ó Snodaigh, il nome della band trae origine da un termine gaelico che si riferisce a forze spirituali e mitologiche. Questa connessione con l’antico celtico si traduce in una musica che è profondamente ritmica, quasi sciamanica.
Il sound tribale: bodhrán, djembe e fiddle
In un concerto dei Kila, non troverai solo fiddle e flauti, ma anche percussioni come il djembe africano e il didgeridoo. È l’unico contesto in cui questo strumento si inserisce perfettamente in un mix irlandese, grazie all’influenza world! E non dimentichiamo il bodhrán, suonato con un’energia tribale che coinvolge tutti. Il loro approccio dimostra che la musica gaelica non è solo un reperto del passato, ma un linguaggio vivo e vibrante, capace di fondersi con il mondo contemporaneo.
Kila e l’Italia: un legame speciale
I Kila hanno un seguito cult in Italia. Il loro stile caldo, mediterraneo e ritmico nella musica celtica ha trovato un terreno fertile nel Bel Paese. L’album Lemonade & Buns e le loro esibizioni dal vivo sono famosi per la loro capacità di far ballare il pubblico, mescolando generi che spaziano dal folk al reggae.
Visita il Sito ufficiale dei Kila.





