Michael Kranewitter, WikipediaSe Roy Keane rappresentava il pugno chiuso dell’Irlanda, Robbie Keane è stato il suo cuore pulsante. Per quasi vent’anni, il numero 10 di Tallaght ha brillato come una stella della nazionale irlandese, capace di far sognare un intero paese con un tocco delicato e una capriola di gioia. Con 68 gol in 146 presenze, non è solo un calciatore: è un vero e proprio monumento nazionale.
Dai campi di Tallaght al sogno Inter: La promessa mantenuta
Nato a Tallaght, un quartiere alla periferia di Dublino (famoso anche per la sua squadra di calcio gaelico), Robbie ha sempre avuto una vera ossessione per il pallone. Dopo un inizio promettente al Wolverhampton, ha fatto brillare il suo talento alla Coventry City.
Nel 2000, l’Inter di Massimo Moratti lo ha ingaggiato per 13 milioni di sterline. A Milano, però, non ha trovato molto spazio e fu ceduto al Leeds, ma quell’esperienza ha dimostrato che il ragazzo di Dublino poteva ambire a palcoscenici ben più prestigiosi in Europa.
White Hart Lane e il tridente magico
La vera casa di Robbie Keane è stata il Tottenham Hotspur. A Londra, insieme a Dimitar Berbatov e Jermain Defoe, ha formato uno dei tridenti d’attacco più spettacolari della storia del club. Keane era il cervello dell’operazione: un attaccante astuto, capace di muoversi con agilità, superare gli avversari e finalizzare con una freddezza impressionante.
La sua specialità? La rovesciata: una mossa che provava in allenamento fino allo sfinimento e che ha regalato reti indimenticabili, accompagnate dalla sua celebre esultanza con le capriole e il mitico gesto delle “pistole” (pistole con le dita).
Il faro verde: 146 volte per l’Irlanda
Se nei club ha viaggiato molto (da Liverpool a Los Angeles Galaxy, passando per il Celtic), con la maglia della Repubblica d’Irlanda è stato una roccia incrollabile. È stato il capitano ai Mondiali del 2002, dove ha segnato 3 gol fondamentali, e agli Europei del 2012.
Il suo gol più iconico? L’equalizzazione al 90° minuto contro la Germania a Saipan nel 2002, un siluro sotto la traversa che ha fatto esplodere il mondo verde. Un gol che valeva intere carriere, e che lui ha dedicato all’intera nazione.
Il recordman e il suitors’ Favourite
Con i suoi 68 gol per l’Irlanda, ha infranto ogni record precedente, diventando il miglior marcatore di sempre della nazione. A differenza dell’austero Roy, Robbie ha sempre messo in mostra il lato giocoso e appassionato del calcio irlandese. Oggi, la sua eredità non è fatta di polemiche, ma di capriole e sorrisi: quelli di un bambino di Dublino che non ha mai smesso di divertirsi facendo ciò che amava.
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