Il corned beef and cabbage non è un piatto irlandese

Ogni 17 marzo, in migliaia di case americane, sui tavoli compare lo stesso piatto: fette di manzo salmistrato rosa, cavolo bollito, patate. Per molti americani di origine irlandese, il corned beef and cabbage è il St. Patrick’s Day tanto quanto il verde e le parate. C’è solo un problema: se lo ordinate in un pub a Dublino, Cork o Galway il 17 marzo, difficilmente lo troverete. Perché il corned beef and cabbage, semplicemente, non è mai stato un piatto irlandese.

Il vero piatto povero d’Irlanda: bacon, non manzo

Per capire l’equivoco, bisogna partire da un fatto economico concreto: in Irlanda, per secoli, il bestiame bovino non era cibo — era capitale. Le mucche servivano per il latte, i latticini e il lavoro nei campi, ed erano troppo preziose per essere macellate regolarmente. Chi poteva permettersi carne comprava maiale, molto più economico e diffuso. Il piatto povero irlandese per eccellenza, quello che le famiglie contadine cucinavano davvero, era il bacon and cabbage — pancetta irlandese bollita con cavolo, non manzo.

Il paradosso è che l’Irlanda esportava comunque enormi quantità di manzo salmistrato: nel Seicento e Settecento, città come Cork divennero centri di produzione ed esportazione di corned beef verso l’Inghilterra, la Francia e le colonie americane — al punto che, entro il 1668, Cork da sola produceva metà di tutto il manzo salmistrato esportato dall’isola. Gli irlandesi lo producevano per il resto del mondo, mentre loro stessi continuavano a mangiare maiale e patate.

New York, non Dublino

La svolta arrivò con l’emigrazione di massa del XIX secolo, in gran parte innescata dalla Grande Carestia. Gli irlandesi che arrivavano nelle città americane, e in particolare a New York, si stabilivano spesso negli stessi quartieri poveri abitati da comunità ebraiche di recente immigrazione dall’Europa centro-orientale — accomunati dalla stessa discriminazione sociale che entrambi i gruppi subivano.

Fu in questo contesto che gli irlandesi scoprirono, nelle macellerie kosher dei loro vicini, il corned beef: un taglio di manzo salmistrato con “grani” (corns) di sale grosso, che in America costava molto meno del bacon a cui erano abituati in patria — dove, al contrario, il manzo era il taglio costoso. Bastò questa semplice inversione economica, manzo a buon mercato invece di maiale a buon mercato, a far sostituire un ingrediente con l’altro nella cucina degli emigrati, mantenendo lo stesso metodo di cottura (bollito lungo, servito con cavolo) che conoscevano da casa.

Un simbolo costruito lontano dall’Irlanda

Il corned beef and cabbage divenne rapidamente un piatto identitario per la comunità irlandese-americana, servito nelle celebrazioni del 17 marzo come atto di orgoglio delle proprie origini — al punto che comparve persino nel menu del primo pranzo inaugurale di Abraham Lincoln, nel marzo 1861. Ma quella popolarità non attraversò mai l’oceano in senso inverso: in Irlanda, il piatto restò semplicemente sconosciuto, un’invenzione americana con ingredienti d’importazione (in senso letterale) reinterpretati secondo la memoria di un piatto di casa.

Oggi, chi vive in Irlanda spesso scopre il corned beef and cabbage solo attraverso i turisti americani, o nelle settimane a tema “America” di alcuni supermercati — un’ironia che pochi visitatori colgono, arrivando sull’isola convinti di andare a mangiare un piatto nazionale che, di fatto, l’Irlanda non ha mai avuto.

Cosa mangiare davvero il 17 marzo

Se volete un’esperienza gastronomica autentica per il St. Patrick’s Day, il vero piatto da cercare resta il bacon and cabbage, insieme allo stufato tradizionale con patate e soda bread. Per la guida completa alla cucina irlandese reale, con tutte le ricette e le loro origini verificate, la nostra sezione dedicata alla cucina irlandese racconta tutto quello che gli irlandesi mangiano davvero — corned beef escluso.

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