Lyndsey, manager di Google, ha letto la notizia su un giornale cartaceo di Londra e ha pensato fosse uno scherzo. Sua marito Robert, dirigente pubblicitario, era convinto si trattasse di un errore di stampa. Invece era vero: Sambuca di Sicilia vendeva case a 3 euro. Hanno fatto domanda, hanno vinto, e oggi sono proprietari di un appartamento di 60 metri quadrati su due livelli in uno dei borghi più belli della Sicilia. “Ci riteniamo veramente fortunati”, ha dichiarato Lyndsey con un sorriso che probabilmente non le è passato dalla faccia per settimane.

La storia è deliziosa, ha il sapore di quelle notizie che ti fanno alzare il morale in una mattinata grigia. Ma dietro la fiaba dei 3 euro c’è qualcosa di più serio che vale la pena raccontare: il motivo per cui una famiglia irlandese, con due redditi da dirigente, ha trovato più conveniente comprare casa in Sicilia che in Irlanda.

Sambuca e il progetto di ripopolamento che ha conquistato il mondo

Il Comune di Sambuca di Sicilia ha avviato il suo programma di case a prezzi simbolici qualche anno fa, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento che affligge molti borghi del Sud Italia. L’iniziativa ha fatto il giro del mondo: giornali britannici, americani, tedeschi, scandinavi. E irlandesi. Quello di Lyndsey e Robert è stato il 221esimo immobile venduto nell’ambito del programma: un numero che dice quanto l’idea abbia funzionato oltre ogni aspettativa.

La coppia, con i figli di 4 e 7 anni, non esclude un trasferimento definitivo: “Lavoreremo in smart working”, hanno dichiarato. E Sambuca li ha già conquistati: “È da ieri che giriamo per le strade. Abbiamo comprato qualche souvenir, degustato un ottimo vino locale. Eccellenti i musei. Che posto!”

Il vero problema: perché gli irlandesi guardano altrove

La storia di Lyndsey e Robert è simpatica, ma invita a una riflessione più amara. L’Irlanda ha un problema abitativo strutturale e sempre più grave. Secondo un sondaggio condotto dal gruppo immobiliare RE/MAX su circa 20.000 europei, il 37% degli irlandesi dichiara di avere difficoltà economiche legate al costo delle abitazioni. E il 33% sta pensando seriamente di lasciare il paese.

Sono numeri che fanno un certo effetto se si pensa a quanto l’Irlanda sia cresciuta negli ultimi anni, trainata dalla presenza dei grandi colossi tecnologici — da Google a Meta, da Apple ad Amazon. Una crescita che non si è tradotta in benessere diffuso, almeno non sul fronte della casa. La Banca Centrale irlandese stima che ogni anno dovrebbero essere costruite 52.000 nuove abitazioni per soddisfare la domanda. Non ci si avvicina nemmeno. I prezzi continuano a salire, il fenomeno dei senzatetto ha raggiunto livelli record, e sempre più persone — anche quelle con lavori ben pagati — si trovano a non potersi permettere una casa in una città come Dublino.

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La morale della favola

Lyndsey e Robert sono tornati a Dublino con le chiavi di casa loro in Sicilia in tasca. Un sogno realizzato, certo. Ma anche la fotografia di un momento storico in cui l’Irlanda — uno dei paesi economicamente più dinamici d’Europa — non riesce a garantire a tutti i suoi abitanti un posto dove vivere. La casa a 3 euro di Sambuca fa sorridere. Il fatto che sembri un’alternativa ragionevole al mercato immobiliare irlandese, un po’ meno.

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