A Dublino una mostra dedicata a Guglielmo Marconi

C’è una targa su un edificio affacciato sul porto di Dún Laoghaire, a pochi chilometri a sud di Dublino, che quasi nessuno nota. Eppure racconta uno dei momenti più importanti della storia delle comunicazioni mondiali. Il 20 luglio 1898, da quel preciso punto sul mare irlandese, Guglielmo Marconi trasmise via radio i resoconti di una regata velica a un edificio sulla terraferma, per la pubblicazione sui giornali del mattino. Era la prima volta che la radio veniva usata per trasmettere notizie in tempo reale. Il mondo non sarebbe stato più lo stesso. E tutto era cominciato in Irlanda.

Questa storia è poco raccontata, anche in Italia. Eppure il legame tra Marconi e l’isola verde è profondo e non casuale. Marconi era irlandese per metà: sua madre, Annie Jameson, apparteneva alla famiglia dei Jameson di Wexford, gli stessi del celebre whiskey irlandese. Cresciuto tra Bologna e le campagne irlandesi dove la famiglia trascorreva le estati, Marconi parlava inglese come un madrelingua e conosceva l’Irlanda come una seconda casa.

Dún Laoghaire: il posto dove tutto cominciò

Quando si parla di Marconi si pensa alla traversata atlantica del segnale radio nel 1901, all’invenzione rivoluzionaria, ai premi e ai riconoscimenti. Ma la storia vera inizia qualche anno prima, sulle coste irlandesi. Dún Laoghaire — che i dublinesi chiamano ancora con il vecchio nome inglese “Dunleary” — era nel 1898 un porto elegante, frequentato dalla borghesia britannica per le regate estive. Marconi vi installò le sue apparecchiature e trasmise i risultati della regata di Kingstown alla stampa. L’edificio da cui operò esiste ancora oggi, proprio di fronte alla biblioteca Lexicon, e ospita una targa commemorativa che vale la pena cercare durante una visita.

Il porto di Dún Laoghaire è ancora oggi uno dei luoghi più piacevoli dei dintorni di Dublino: le sue lunghe banchine, i caffè affacciati sul mare e il National Maritime Museum lo rendono una meta perfetta per una mezza giornata fuori dalla città.

Il genio italiano che l’Irlanda considera un po’ suo

C’è qualcosa di tipicamente irlandese nella storia di Marconi: l’ibrido culturale, l’uomo di confine tra due mondi, che porta con sé il meglio di entrambi. Da parte italiana aveva la formazione scientifica, l’accesso ai laboratori e ai finanziamenti. Da parte irlandese aveva la lingua, le connessioni sociali britanniche e quella familiarità con i paesaggi atlantici che forse non è estranea alla sua ossessione per le onde — quelle elettromagnetiche come quelle del mare.

L’ambasciatore italiano a Dublino ha avuto modo di ricordare come Marconi fosse “irlandese da parte di madre e grande amico del paese che ci ospita”. Una definizione che dice molto su come l’Irlanda guardi a questa storia: non come a qualcosa di straniero, ma come a una parte della propria identità culturale e scientifica.

Per chi vuole scoprire altri personaggi che hanno lasciato il segno nella storia irlandese, il sito offre numerosi approfondimenti su figure che hanno cambiato il mondo partendo da questa piccola isola sull’Atlantico. E se Dún Laoghaire vi ha incuriosito, è il punto di partenza ideale per esplorare la contea di Dublino verso sud.

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