La notte più lunga dell’anno in Irlanda: fuochi, leggende e luoghi sacri

C’è un momento, ogni anno verso la fine di giugno, in cui l’Irlanda smette di fare finta di essere un paese normale. Il sole tramonta tardi, tardissimo, alle dieci e mezza di sera o anche oltre, e quella luce obliqua e dorata che colora le colline di verde acceso non somiglia a niente che tu abbia mai visto altrove. Gli irlandesi lo sanno. Lo aspettano. E in certi posti, in certi angoli del paese che il turismo di massa non ha ancora raggiunto, lo celebrano ancora come facevano i loro antenati migliaia di anni fa.

Il solstizio d’estate in Irlanda non è una ricorrenza da calendario. È qualcosa di più antico e di più viscerale. È il momento in cui la terra si ricorda di essere stata sacra prima ancora di essere cristiana, celtica, vichinga o britannica. Prima di tutto questo, c’era il sole. E c’erano gli uomini che lo guardavano muoversi nel cielo e costruivano monumenti per catturarne la luce.

Newgrange e il paradosso del solstizio d’inverno

Quando si parla di solstizi e Irlanda, il pensiero va subito a Newgrange, il passaggio megalitico nella Boyne Valley costruito cinquemila anni fa, più antico delle piramidi e di Stonehenge. Ma Newgrange è allineato con il solstizio d’inverno, non d’estate: ogni anno, il 21 dicembre, il sole all’alba penetra esattamente nel corridoio centrale e illumina la camera interna per una manciata di minuti. Un prodigio di ingegneria preistorica che ancora oggi lascia senza fiato.

Eppure anche d’estate Newgrange vale il viaggio. Camminare intorno a quel tumulo enorme nella luce lunga di giugno, con i campi verdi che si estendono fino all’orizzonte e il silenzio interrotto solo dal vento, fa capire qualcosa di fondamentale: questi luoghi non erano solo osservatori astronomici. Erano il centro del mondo. Il punto in cui gli uomini cercavano di stringere un patto con il tempo.

I fuochi di San Giovanni e la memoria celtica

La tradizione dei fuochi di mezza estate in Irlanda affonda le radici nella notte dei tempi, molto prima che il Cristianesimo li ribattezzasse fuochi di San Giovanni. I celti celebravano Litha, il momento di massima potenza del sole, con falò accesi sulle colline visibili per chilometri. Era un modo per comunicare tra comunità lontane, per segnare il territorio, per tenere lontani gli spiriti malevoli che — credevano — diventavano più attivi nei momenti di passaggio tra una stagione e l’altra.

Ancora oggi in alcune contee dell’ovest e del nord dell’Irlanda sopravvivono tracce di questa tradizione. Non i grandi spettacoli organizzati per i turisti, ma i fuochi piccoli e quasi segreti che alcune famiglie accendono ancora nei campi, per abitudine o per scaramanzia o semplicemente perché lo faceva il nonno e il nonno del nonno. La mitologia celtica irlandese è piena di questi momenti di confine, di soglie tra il mondo dei vivi e quello dell’altro, e il solstizio d’estate è uno di questi.

Non a caso le fate — il sídhe, il piccolo popolo — erano considerate particolarmente attive intorno al solstizio. Chi si avventurava di notte vicino ai fairy mounds, i tumuli preistorici sparsi per tutta l’isola, rischiava di essere rapito nel mondo sotterraneo e di non tornare più. O di tornare dopo cent’anni credendo di essere stato via solo qualche ora. L’Irlanda è piena di queste storie, e il bello è che molti irlandesi le raccontano con una serietà che non è del tutto ironica.

Come viverlo oggi: tra festival e silenzio

Se volete vivere il solstizio d’estate in Irlanda nel modo giusto, dimenticate i grandi eventi e cercate i margini. Cercate un bed and breakfast in una contea dell’ovest, magari nel Donegal o nel Connemara, e uscite la sera tardi quando il sole è ancora alto e il cielo ha quella tonalità di arancio e rosa che sembra dipinta. Camminate verso qualcosa di antico: un dolmen, un cerchio di pietre, una collina con una vista sull’oceano.

L’Irlanda ha disseminato il suo territorio di luoghi legati ai cicli solari, molti dei quali sono ancora poco conosciuti e accessibili a piedi senza code né biglietti. Il Drombeg Stone Circle in Cork, il Beaghmore in Tyrone, i cerchi di Carrowmore nel Sligo: ognuno di questi posti ha la sua storia, il suo allineamento, la sua energia particolare. Visitarli al solstizio, quando la luce è diversa e l’aria odora di erba bagnata, è un’esperienza che rimane.

E poi c’è sempre il pub. Perché in Irlanda ogni celebrazione, sacra o profana, finisce lì. Con una pinta di Guinness e qualcuno che suona il fiddle in un angolo, e la sensazione che il tempo — almeno per quella notte — si sia fermato davvero.

Se state pensando di organizzare un viaggio in Irlanda intorno al solstizio, troverete tutto quello che vi serve per pianificare al meglio la vostra esperienza nelle nostre guide su mitologia celtica e sui luoghi preistorici dell’isola. L’Irlanda vi aspetta, e quella luce di giugno non la dimenticherete.

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