Irish Stew, la ricetta dello stufato irlandeseIrish Stew, la ricetta dello stufato irlandese

L’Irish Stew (stufato irlandese) non è solo un piatto, ma un vero e proprio tesoro della cucina irlandese. È nato come un pasto sostanzioso per i contadini che lavoravano nei campi durante i rigidi mesi invernali. Questo piatto incarna l’essenza del comfort food: pochi ingredienti, una cottura lenta e un calore che riscalda sia il corpo che l’anima.

La vera storia dell’Irish Stew

In origine, lo stew veniva cucinato su un fuoco aperto, utilizzando un pentolone di ghisa appeso a un treppiede, conosciuto come “bastibile”. Questa ricetta è nata nell’ottocento come un modo per sfruttare i tagli di carne più economici e duri, che richiedevano ore di cottura per diventare teneri. All’inizio, l’Irish Stew era un piatto di pura sopravvivenza: carne (spesso di scarto), patate e acqua. Solo in seguito, con il miglioramento delle condizioni economiche, si iniziarono ad aggiungere cipolle e carote, anche se queste ultime continuano a suscitare accesi dibattiti tra i puristi.

L’errore imperdonabile: agnello o manzo?

Se c’è una regola d’oro per preparare un Irish Stew che rispetti la tradizione, è questa: niente manzo. L’autentico Irish Stew irlandese si prepara rigorosamente con agnello (lamb) o, ancora meglio, con pecora adulta (mutton). La carne di pecora ha un sapore più intenso e si presta perfettamente a una lunga cottura. L’uso del manzo è un’invenzione relativamente recente, dovuta alla sua maggiore disponibilità e al costo inferiore, ma se servite uno stew di manzo a un purista irlandese, probabilmente non lo considererà un vero “Irish Stew”.

Le carote si possono mettere?

Questa è la domanda che accende le discussioni nei forum di cucina. La risposta breve? Nella ricetta storica dell’800, le carote non erano incluse. La ricetta tradizionale prevede solo carne di agnello (tagliata a pezzi con l’osso), patate sbucciate (intere se piccole, o tagliate a metà), cipolle e acqua (o un brodo leggero). Oggi, però, è accettabile aggiungere qualche carota, a patto che non diventi l’ingrediente principale e non copra il sapore della carne e delle patate.

Ingredienti per 4 persone

  • 800g di spalla o collo di agnello (meglio se con l’osso), tagliata a pezzi grossi
  • 1 kg di patate a pasta farinosa (tipo Rooster o Kerr’s Pink, se le trovate)
  • 3 cipolle medie, tagliate a spicchi
  • 400 ml di brodo di carne o acqua calda
  • Un mazzetto di timo fresco
  • 2 foglie di alloro
  • Sale e pepe nero appena macinato
  • Prezzemolo fresco tritato (per guarnire)

Procedimento: la pazienza è la chiave

Il segreto per uno stew davvero perfetto è mantenere una bassa temperatura e avere pazienza. Non abbiate fretta!

  1. Asciugare la carne: Tamponate i pezzi di agnello con della carta assorbente. Questo passaggio è cruciale per sigillare la carne correttamente, evitando che si lessi.
  2. Rosolare (opzionale ma consigliato): In un grande coccio di terracotta o in una robusta pentola di ghisa, scaldate un filo d’olio. Rosolate l’agnello a fuoco alto finché non diventa dorato su tutti i lati. Poi, togliete la carne e mettetela da parte.
  3. Soffriggere le cipolle: Nello stesso tegame, abbassate il fuoco e aggiungete le cipolle. Lasciatele appassire dolcemente per circa 10 minuti, facendo attenzione a non bruciarle.
  4. Montare lo stew: Rimettete la carne nel tegame. Aggiungete metà delle patate (tagliate a metà) sul fondo, poi coprite con il brodo caldo fino a coprire gli ingredienti. Aggiungete il timo e l’alloro.
  5. La prima cottura: Portate a un leggero sobbollire, poi coprite con il coperchio. Abbassate il fuoco al minimo e lasciate cuocere per circa un’ora e mezza.
  6. Le patate “tappo”: Dopo un po’ di tempo, aggiungete le patate rimaste. Secondo la tradizione, le ultime patate vengono schiacciate delicatamente contro i bordi del tegame per formare un “tappo” che aiuta a mantenere il liquido e, alla fine, si sfaldano per addensare il sugo naturale.
  7. Finestra di cottura: Coprite e continuate a cuocere per altri 45-60 minuti. Lo stew è pronto quando la carne si sfalda al tocco della forchetta e il sugo si è ristretto, diventando denso e lucido.
  8. La stagionatura (il trucco dei professionisti): Proprio come per i ragù, l’Irish Stew è ancora più buono il giorno dopo. Se potete, lasciatelo raffreddare, mettetelo in frigo e riscaldatelo lentamente il giorno seguente: i sapori si amalgameranno in modo straordinario.

Come servire l’Irish Stew

Non ci sono contorni complicati per l’Irish Stew: è un piatto completo. Va servito caldo in fondine profonde, con una spolverata di prezzemolo fresco tritato e del pane croccante a fianco per fare la “scarpetta” nel sugo denso. Chi vuole osare può accompagnarlo con una pinta di birra scura, ma il vero abbinamento popolare irlandese è con un bicchiere di latte freddo.