Strandhill e il surf del Sligo

Chi immagina l’Irlanda come terra di castelli e brughiere raramente la associa al surf. Eppure a Strandhill, piccolo villaggio sulla costa della contea di Sligo, il surf non è un’eccezione esotica: è diventato lo stile di vita del paese. Per gli orari delle scuole, i prezzi delle lezioni e come arrivare, la nostra guida completa a Strandhill ha già tutto il necessario — qui vorrei raccontare cosa si prova a essere lì, tavola sotto braccio, la prima volta.

Il rumore prima della vista

Si sente Strandhill prima di vederla — il vento che non si ferma mai, così costante da essere quasi un rumore di fondo permanente, e il rombo delle onde che arriva anche a distanza dalla spiaggia. Non c’è nulla a spezzare il moto ondoso che arriva da migliaia di chilometri di Atlantico aperto, e si percepisce fisicamente ancora prima di infilare la muta.

Ad agosto, con l’acqua alla sua temperatura più mite dell’anno — che comunque raramente supera i 16-17 gradi — il villaggio si riempie di principianti in muta che escono dall’acqua con il sorriso un po’ rincoglionito di chi ha appena preso la prima onda vera della propria vita.

Il dopo-surf, che vale quasi quanto il surf

Quello che pochi raccontano è cosa succede dopo essere usciti dall’acqua. Strandhill ha costruito attorno al surf un rituale quasi religioso: le caffetterie con vista sull’oceano si riempiono di gente ancora con i capelli salati, e poi c’è il rito dei seaweed baths — bagni di alghe calde raccolte direttamente dalla costa, una tradizione locale che risale a più di un secolo fa. Immergersi lì dentro dopo una sessione di surf, con i muscoli ancora indolenziti, è probabilmente il modo più efficace (e più irlandese) per recuperare che esista.

Sullo sfondo, per tutto il tempo, la sagoma piatta di Knocknarea resta a guardare — la collina che secondo la leggenda ospita la tomba della regina guerriera Maeve, un promemoria silenzioso che anche il paesaggio più “sportivo” d’Irlanda non riesce mai a separarsi del tutto dalla propria mitologia.

Non serve essere bravi

La cosa che sorprende di più, guardando gli istruttori lavorare con gruppi di principianti assoluti ogni mattina, è quanto poco conti l’esperienza pregressa. Le onde della spiaggia principale sembrano fatte apposta per chi sale su una tavola per la prima volta — e vedere qualcuno, magari arrivato scettico, riuscire a stare in piedi per tre secondi e urlare di gioia resta una delle scene più genuinamente felici che si possano incontrare su questa costa.

Chi cerca altre coste dove il surf è di casa in Irlanda troverà un racconto simile più avanti in questo calendario, parlando di Bundoran, poco più a nord in Donegal — un’altra delle capitali informali delle onde irlandesi.

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