Guidare in Irlanda richiede un adattamento che va oltre la semplice guida a sinistra. Ci sono particolarità tutte irlandesi che nessuna guida prepara davvero ad affrontare — strade larghe quanto un’auto e mezza, muri a secco che sembrano avvicinarsi pericolosamente allo specchietto, cartelli che in certe zone esistono esclusivamente in gaelico.
Le strade larghe un’auto e mezza
Fuori dalle arterie principali, molte strade irlandesi sono progettate per una larghezza che teoricamente permette il passaggio di due auto, ma nella pratica richiede una coreografia precisa di rallentamenti e leggere deviazioni verso i muri laterali. I muri a secco — costruiti senza malta, pietra su pietra, secondo una tecnica antica di centinaia di anni — corrono lungo entrambi i lati di molte strade rurali, e danno la sensazione costante di essere più vicini di quanto effettivamente siano.
La regola non scritta è semplice: chi vede prima l’altra auto rallenta e si sposta leggermente, l’altro fa lo stesso, e il passaggio avviene con margini di pochi centimetri che dopo qualche giorno cominciano a sembrare normali.
I cartelli solo in gaelico nelle zone Gaeltacht
Nelle zone Gaeltacht — Connemara, parti del Donegal, parti del Kerry — i cartelli stradali sono spesso esclusivamente in gaelico, senza traduzione in inglese. Per chi non conosce la lingua, questo significa orientarsi tramite il GPS più che tramite la segnaletica, specialmente per i nomi dei piccoli paesi che non hanno un equivalente inglese ufficiale.
È un dettaglio che sorprende molti turisti la prima volta, ma che fa anche parte del fascino di guidare in queste zone — un segnale tangibile di essere entrati in una parte dell’Irlanda dove la lingua originaria è ancora viva e prioritaria. Per chi sta ancora organizzando il viaggio, il racconto del primo giorno on the road da Dublino è un buon punto di partenza.
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