Loughcrew: i cairn dimenticati dell’Irlanda mitica

Tutti conoscono Newgrange. Molti meno sanno che, a poco più di mezz’ora di auto, si trova un sito megalitico altrettanto significativo dal punto di vista archeologico e astronomico — ma quasi del tutto privo delle folle che ogni giorno riempiono il centro visitatori della valle del Boyne. È Loughcrew, nella contea di Meath, un complesso di cairn preistorici sparsi su una serie di colline che dominano la campagna irlandese centrale.

Più antico di quanto si pensi

I cairn di Loughcrew risalgono al Neolitico, con datazioni che li collocano attorno al 3300 a.C. — rendendoli contemporanei, e secondo alcuni studiosi persino leggermente precedenti, a Newgrange stesso. Il sito comprende oltre trenta tumuli funerari sparsi su quattro colline principali, di cui Cairn T, sulla collina di Carnbane East, è il più imponente e meglio conservato.

Come a Newgrange, anche Cairn T è allineato astronomicamente: durante l’equinozio di primavera e d’autunno, la luce del sole nascente penetra lungo il corridoio d’ingresso e illumina le incisioni megalitiche scolpite sulla pietra di fondo della camera interna — simboli solari, spirali e motivi geometrici il cui significato esatto resta oggetto di dibattito tra gli archeologi.

La salita che pochi affrontano

A differenza di Newgrange, raggiungibile comodamente con un breve tragitto dal centro visitatori, Loughcrew richiede una camminata in salita di circa venti minuti su un sentiero erboso spesso ripido e, nelle giornate di pioggia, scivoloso. È probabilmente questo il motivo principale per cui il sito resta relativamente poco frequentato: non è un’attrazione “comoda”, va cercata e conquistata.

Ma è proprio questa camminata a rendere l’esperienza diversa da qualsiasi altro sito megalitico più turistico d’Irlanda: si arriva in cima soli, o quasi, con il vento della campagna del Meath che soffia costante, e un panorama che nelle giornate limpide si estende per chilometri su un mosaico di campi verdi che sembra non avere fine.

La leggenda della strega di Loughcrew

Il folklore locale offre una spiegazione alternativa, decisamente più suggestiva, all’origine di questi cumuli di pietra: si narra che una strega gigante, saltando da una collina all’altra, lasciò cadere pietre dal proprio grembiule, formando così i cairn che vediamo oggi. La collina più alta, Sliabh na Caillí (“la collina della strega vecchia”), prende il nome proprio da questa leggenda — un promemoria di come, in Irlanda, il confine tra archeologia e mitologia sia sempre stato sottile e permeabile.

Informazioni pratiche

Cairn T è normalmente aperto alla visita nei mesi estivi con un custode presente, che fornisce accesso all’interno della camera (altrimenti chiusa da un cancello per proteggere le incisioni). Gli altri cairn del sito restano invece sempre accessibili liberamente, senza orari né biglietti, il che rende Loughcrew una delle rare occasioni in Irlanda di esplorare un sito megalitico di questa importanza con la stessa libertà con cui lo avrebbero fatto i visitatori di due secoli fa.

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