Vista da Westport, di cui abbiamo raccontato in questi giorni, Croagh Patrick è solo una sagoma conica all’orizzonte. Vista da vicino, ai suoi piedi, è tutt’altra cosa: 764 metri di roccia e quarzite che si stagliano isolati sopra la baia di Clew, meta ogni anno di decine di migliaia di pellegrini e camminatori. Per i dettagli pratici sul sentiero, gli orari e l’attrezzatura — la nostra guida completa a Croagh Patrick li racconta uno per uno. Qui vorrei soffermarmi su qualcos’altro: cosa rende questa montagna sacra ben prima che arrivasse il cristianesimo, e cosa si prova a salirci fuori dal giorno di massima affluenza.
Un luogo sacro da prima del cristianesimo
Croagh Patrick — “the Reek” per gli abitanti locali — deve la propria fama religiosa a San Patrizio, ma il legame della montagna con il sacro è molto più antico del santo stesso: scavi archeologici hanno rivelato tracce di rituali risalenti all’età del bronzo, segno che questo cono di roccia era un luogo di culto pagano ben prima che diventasse una meta cristiana. È un dettaglio che pochi visitatori conoscono, e che aggiunge uno strato di storia in più a un luogo già carico di significato.
Il Reek Sunday, e il resto dell’anno
Ogni anno, l’ultima domenica di luglio, migliaia di pellegrini affrontano la salita in occasione del “Reek Sunday” — alcuni, ancora oggi, a piedi scalzi come atto di penitenza, un’immagine che colpisce chiunque assista almeno una volta a questo rito. Chi visita la montagna ad agosto, come in questo caso, arriva subito dopo questo momento di massima intensità religiosa, trovando comunque un flusso costante di camminatori tutto il mese, complice il bel tempo estivo — ma senza la folla, e senza la dimensione strettamente penitenziale del Reek Sunday.
Non solo religione
Non serve essere pellegrini né cattolici praticanti per apprezzare Croagh Patrick. Per molti irlandesi, e per un numero crescente di visitatori stranieri, la salita è oggi vissuta anche come un’esperienza di trekking e di connessione con il paesaggio, più che come atto religioso in senso stretto. Resta comunque buona norma rispettare il carattere sacro del luogo, specialmente in prossimità della cappella in vetta.
Chi cerca ancora storia e spiritualità legate all’Irlanda occidentale può proseguire il viaggio verso Clare Island, l’isola legata alla leggenda della piratessa Grace O’Malley.



