The DublinersWikipedia

Nati nel 1962 in un retrobottega dell’osteria O’Donoghue’s a Dublino, i The Dubliners sono la band che ha rivoluzionato per sempre la percezione della musica tradizionale irlandese. Con le loro barbe incolte, le pinte di Guinness e un atteggiamento anti-conformista, hanno strappato il folk dalle mani dei collezionisti per riportarlo tra la gente, nei pub e nella vita notturna.

La formazione storica: Luke Kelly e Ronnie Drew

Il cuore dei Dubliners era formato da due leggende della musica irlandese. Luke Kelly, con la sua voce tenorile e potente e la chitarra suonata con il plettro, rappresentava l’anima politica e appassionata del gruppo. Ronnie Drew, con la sua voce roca e profonda come la torba, incarnava il lato spensierato e da taverna. Insieme a loro c’erano Ciaran Bourke, Barney McKenna (il cui banjo è entrato nella leggenda) e John Sheahan al fiddle.

Il folk come impegno sociale e politico

In un’Irlanda profondamente conservatrice e legata alla tradizione religiosa, i Dubliners cantavano per gli emarginati, i carcerati e gli operai. Brani come The Auld Triangle, che offre una descrizione cruda della vita nel carcere di Mountjoy, e Dirty Old Town divennero veri e propri inni per la classe lavoratrice. La loro interpretazione di The Wild Rover ha fatto il giro del mondo, trasformandosi in un classico intramontabile delle session musicali.

L‘eredità: l’invenzione del folk-rock irlandese

La loro esibizione al festival folk di Edimburgo nel 1964 e le apparizioni in televisione li catapultarono a livello internazionale. Ma il loro atto più rivoluzionario fu l’incontro con il mondo del rock: nel 1984, insieme ai The Pogues, registrarono The Irish Rover, unendo due generazioni di ribelli. Oggi, l’immagine del pub irlandese, con musicisti che suonano e cantano insieme, è in gran parte un’eredità diretta dei The Dubliners.