Johan Cruijff

Anni ’70. Da una parte c’era Belfast, dall’altra Amsterdam. Due ragazzi destinati a cambiare per sempre la storia del calcio. Mettere a confronto George Best e Johan Cruijff non è solo un esercizio di statistica, ma un richiamo a un rimpianto: quello di una finale di Coppa dei Campioni che purtroppo non si è mai disputata.

Il ribelle contro il profeta: due idee di calcio

Entrando nel mondo di George Best, è subito chiaro che il talento dell’irlandese era pura istintività. Best era come un fuoco, un’improvvisazione che sorprendeva i difensori, lasciandoli a terra prima che avessero il tempo di capire da che parte fosse passato. Giocava con il cuore e con l’ego di un campione, sempre pronto a prendersi la responsabilità di risolvere la partita da solo.

Dall’altra parte, Johan Cruijff rappresentava il suo opposto, ma era altrettanto letale. L’olandese era come il ghiaccio, riflessivo e geometrico. Fu lui a inventare il “Calcio Totale” all’Ajax: un movimento collettivo in cui lui era la pedina chiave, il fulcro della strategia di Rinus Michels. Mentre Best trionfava grazie al suo genio individuale, Cruijff vinceva ribaltando le regole tattiche del gioco.

Al 5° minuto prendo la palla, salto un uomo, ne salto un altro, ma non punto la porta, punto il centro del campo: punto Cruyff. Gli arrivo davanti gli faccio una finta di corpo e poi un tunnel, poi calcio via il pallone, lui si gira e io gli dico: “Tu sei il più forte di tutti ma solo perché io non ho tempo”.

Perché non si sfidarono mai in Coppa dei Campioni?

È una domanda che ogni vero appassionato di storia del calcio si pone. L’Ajax di Cruijff ha dominato l’Europa tra il 1971 e il 1973. Ma in quegli stessi anni, il Manchester United di Best stava attraversando un periodo difficile.

Nel 1968, quando Best conquistò la Coppa dei Campioni a Wembley contro il Benfica, l’Ajax era ancora una squadra in fase di costruzione. Quando l’Ajax raggiunse il suo apice in Europa, Best aveva già lasciato l’Inghilterra, scivolando nel vortice dell’alcol e delle dipendenze che hanno segnato la sua famiglia.

Le loro strade si incrociarono solo in amichevoli o in partite di campionato sporadiche, mai in una finale dove i due stili avrebbero potuto sfidarsi per la corona d’Europa.

Il confronto fuori dal campo: Pop Icon contro Filosofo

La differenza tra i due si nota anche nell’eredità culturale che hanno lasciato. Cruijff è diventato un allenatore leggendario, un vero e proprio teorico del calcio, ammirato a Barcellona. Dall’altra parte, Best è emerso come una icona pop, il “quinto Beatle”, capace di creare aforismi che sono entrati nel linguaggio di tutti i giorni.

Cruijff ha rivoluzionato il modo di giocare a calcio, mentre Best ha cambiato la percezione di cosa significhi essere un calciatore, dimostrando che un atleta può avere il fascino di una rockstar.

Chi era più forte: Best o Cruijff?

Se Cruijff ha trionfato di più (3 Coppe dei Campioni da giocatore e 1 da allenatore), Best ha incantato il pubblico nel pieno del suo talento. Come ha detto il leggendario allenatore Brian Clough: “Cruijff era un genio, ma Best faceva cose che Cruijff non avrebbe nemmeno pensato di provare con il pallone”.

La risposta dipende da cosa si cerca: la perfezione tattica dell’olandese o la magia anarchica dell’irlandese. Probabilmente, il calcio è più povero per non averli visti sfidarsi al massimo della loro forma.

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