George Best oltre il calcio: come Belfast ha trasformato il suo genio ribelle in un’icona permanente

Quando un calciatore diventa il nome di un aeroporto, vuol dire che ha smesso di essere semplicemente un calciatore. George Best è morto il 25 novembre 2005, ma a Belfast non lo hanno mai davvero lasciato andare. Lo hanno trasformato in qualcosa di più grande e più duraturo: un simbolo della città, un pezzo della sua identità, un nome scritto nel cielo sopra il mare d’Irlanda.

L’aeroporto Belfast City si chiama oggi George Best Belfast City Airport. Non è una cosa da poco. Gli aeroporti di solito prendono il nome da politici, re, eroi di guerra. Belfast ha scelto un calciatore — uno che beveva troppo, che litigava con gli allenatori, che aveva abbandonato il calcio a 27 anni. Lo ha scelto perché George Best era Belfast: talentuoso, eccessivo, irripetibile, e capace di far sentire fieri anche quelli che non avevano mai visto una partita di calcio in vita loro.

La statua finanziata dai tifosi

Al Windsor Park di Belfast, lo stadio della nazionale nordirlandese, c’è una statua di George Best che non è stata pagata dalla città, né da qualche sponsor, né da un’istituzione pubblica. È stata interamente finanziata dai suoi tifosi. Questa è forse la cosa più bella di tutta la storia: migliaia di persone che hanno messo mano al portafoglio non perché qualcuno glielo chiedesse, ma perché volevano farlo. Perché sentivano che Best meritava quel bronzo.

La sorella del campione, Barbara McNarry, era presente all’inaugurazione e ha trovato le parole giuste: “Questo nuovo riconoscimento a mio fratello contribuirà a rendere George un’icona del nostro Paese”. Non del calcio, non del Manchester United, non dell’Irlanda del Nord sportiva. Del Paese. Tutto il Paese.

La banconota, la maglia e i ricordi che valgono oro

Belfast ha omaggiato Best in molti altri modi nel corso degli anni. L’Ulster Bank ha emesso una banconota da cinque sterline con l’effigie del calciatore, un riconoscimento rarissimo per un atleta. In un’asta da Christie’s, la maglia del Manchester United indossata da Best nella partita del 1970 in cui segnò sei gol al Northampton è stata battuta a 35.000 euro. E ai suoi funerali a Belfast, più di centomila persone si erano riversate per le strade per dargli l’ultimo saluto.

Centomila persone. In una città di trecentomila abitanti. Non era solo il cordoglio per un calciatore. Era qualcosa di più difficile da spiegare: il riconoscimento collettivo che quell’uomo aveva portato qualcosa di unico al mondo, e che Belfast era orgogliosa di averlo generato, nonostante tutto.

Se volete sapere di più sulla vita e sulla carriera di George Best — dai suoi anni al Manchester United alle frasi celebri, dalla maglia numero 7 ai murales che lo omaggiano a Belfast — la nostra pagina dedicata a George Best racconta la storia completa del più grande calciatore nordirlandese di tutti i tempi.

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