Venerdì gli U2 hanno fatto qualcosa che i loro fan aspettavano da tempo: sono tornati a suonare nel luogo esatto in cui tutto è cominciato, la Mount Temple Comprehensive School di Dublino. Davanti a centinaia di studenti, la band ha proposto una scaletta con alcuni dei suoi brani più celebri — “With Or Without You”, “One” e “Beautiful Day” — per celebrare i cinquant’anni dalla propria formazione, avvenuta esattamente in quell’istituto il 25 settembre 1976. Fu lì che il batterista Larry Mullen Jr. affisse alla bacheca della scuola un biglietto scritto a mano — “Cercasi batterista per formare una band” — a cui risposero Bono, The Edge e Adam Clayton. Per la storia completa di come nacquero gli U2, la trovate nel nostro approfondimento dedicato alla band.
Un anno di indizi prima dell’annuncio
Il concerto nella vecchia scuola non arriva dal nulla: è il culmine di mesi di segnali che i fan della band seguono con attenzione quasi maniacale. Nella primavera 2026 gli U2 avevano già sorpreso tutti pubblicando due EP a sorpresa, “Days of Ash” ed “Easter Lily”, presentandoli però come un antipasto in attesa di “qualcosa di più clamoroso e sfarzoso”. Poi, a maggio, la band si è trasferita a Città del Messico per girare il video del vero primo singolo del nuovo ciclo discografico, “Street of Dreams”, prodotto da Jacknife Lee: le riprese, in coincidenza con la Street Child World Cup 2026 a cui la band ha partecipato come sostenitrice, si sono svolte su un autobus scolastico decorato con graffiti dall’artista messicano Chavis Mármol, davanti a centinaia di fan radunati nel centro storico della città. Un temporale improvviso mandò in tilt il generatore delle riprese, e fu una famiglia del quartiere ad accogliere in casa Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. per permettere alla troupe di finire le riprese dal balcone di casa.
“Street of Dreams” uscì poi a sorpresa il 7 luglio, dopo un rinvio misterioso di alcune settimane rispetto alla data inizialmente trapelata. Solo alla vigilia dell’anniversario, in un’intervista al podcast dell’Irish Times, Bono ha finalmente svelato il titolo del nuovo disco: “Carnaval de Luz”, il quindicesimo album in studio della band e il primo di materiale interamente inedito dai tempi di “Songs of Experience” (2017) — poiché nel frattempo, nel 2023, era uscito “Songs of Surrender”, una raccolta di reinterpretazioni acustiche del proprio repertorio, non un disco di canzoni nuove. “Non posso dirlo… va bene, lo dico”, ha scherzato Bono prima di rivelare il titolo, aggiungendo che si tratta di “materiale potente”. Il disco arriverà nei negozi e sulle piattaforme di streaming il 13 novembre, con “Silencio” annunciato come nuovo singolo.
Numeri da band leggendaria
A cinquant’anni dal loro primo incontro in una cucina di Dublino, gli U2 restano uno dei gruppi più ascoltati al mondo: oltre 175 milioni di dischi venduti nella loro carriera, più di 23 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, 22 Grammy Awards vinti e il titolo di Ambasciatori della Coscienza conferito da Amnesty International. Numeri che spiegano perché l’annuncio di un nuovo disco, dopo nove anni di attesa, abbia acceso l’attenzione dei media di tutto il mondo — Italia compresa, dove circolano insistenti voci su un possibile tour negli stadi nel 2027, con date italiane che secondo alcune indiscrezioni sarebbero già in fase di opzione.
Il cerchio che si chiude
Dopo l’esibizione nella Mount Temple, gli U2 si sono spostati in un pub del centro di Dublino per un altro concerto a sorpresa, regalando ai fan una giornata memorabile. Difficile immaginare un modo più simbolico per festeggiare mezzo secolo di carriera: tornare esattamente nell’aula dove un annuncio scritto a mano cambiò per sempre la storia del rock, per poi finire la serata in un pub irlandese — proprio come tante altre volte, cinquant’anni fa.


