The Chieftains

Quando si parla di musica tradizionale irlandese e della sua diffusione in tutto il mondo, il primo nome che viene in mente è senza dubbio quello dei The Chieftains. Fondati a Dublino nel 1962, non sono stati solo una band, ma una vera e propria istituzione culturale, responsabili di aver portato il suono del bodhrán, del fiddle e delle uilleann pipes dai pub di provincia ai palcoscenici del Carnegie Hall e della Casa Bianca.

Le origini e la visione di Paddy Moloney

Il gruppo nacque dall’idea di Paddy Moloney, un virtuoso delle Uilleann Pipes e del tin whistle. In un periodo in cui la musica irlandese veniva spesso snobbata o considerata solo folkloristica, Moloney riunì alcuni dei migliori musicisti di Dublino (come Sean Potts e Martin Fay) con una visione innovativa: suonare la tradizione in modo strumentale, puro e arrangiato con la stessa dignità della musica classica. Il nome “Chieftains” (Capi tribù) si ispira all’omonimo romanzo di James Stephens.

Il sound: l‘essenza strumentale dell’Irlanda

Contrariamente ai contemporanei Dubliners, che si concentravano su canti ribelli e cori da osteria, i Chieftains hanno scelto di mettere in risalto l’intreccio strumentale. Le loro esecuzioni di jig, reel e hornpipe rappresentano un vero e proprio manuale della musica folk, eseguite con una pulizia e un’innovazione (come l’uso dell’arpa celtica da parte di Derek Bell) che hanno ridefinito il genere.

Collaborazioni storiche e 6 Grammy Awards

La vera forza dei Chieftains risiede nella loro capacità di interagire con altri mondi musicali senza perdere la propria essenza. Hanno conquistato 6 Grammy Awards e collaborato con artisti inaspettati: dai Rolling Stones a Pavarotti, da Sinead O’Connor a Sting. Album come *The Long Black Veil* (1995) hanno venduto milioni di copie. Sono stati anche i primi artisti occidentali a esibirsi sulla Grande Muraglia Cinese e a suonare sul Campidoglio a Washington, dimostrando che la musica celtica non conosce confini.