The Chieftains

Quando si parla di musica tradizionale irlandese e della sua diffusione in tutto il mondo, il primo nome che viene in mente è senza dubbio quello dei The Chieftains. Fondati a Dublino nel 1962, non sono stati solo una band, ma una vera e propria istituzione culturale, responsabili di aver portato il suono del bodhrán, del fiddle e delle uilleann pipes dai pub di provincia ai palcoscenici del Carnegie Hall e della Casa Bianca.

Le origini e la visione di Paddy Moloney

Il gruppo nacque dall’idea di Paddy Moloney, un virtuoso delle Uilleann Pipes e del tin whistle, che le aveva imparate da bambino a Donnycarney, alla periferia di Dublino, studiando dal maestro Leo Rowsome. In un periodo in cui la musica irlandese veniva spesso snobbata o considerata solo folkloristica, Moloney riunì alcuni dei migliori musicisti di Dublino (come Sean Potts e Michael Tubridy) con una visione innovativa: suonare la tradizione in modo strumentale, puro e arrangiato con la stessa dignità della musica classica. Il nome “Chieftains” (Capi tribù) si ispira all’omonimo romanzo di James Stephens.

Il sound: l‘essenza strumentale dell’Irlanda

Contrariamente ai contemporanei Dubliners, che si concentravano su canti ribelli e cori da osteria, i Chieftains hanno scelto di mettere in risalto l’intreccio strumentale. Le loro esecuzioni di jig, reel e hornpipe rappresentano un vero e proprio manuale della musica folk, eseguite con una pulizia e un’innovazione (come l’uso dell’arpa celtica da parte di Derek Bell) che hanno ridefinito il genere.

Un Oscar per Kubrick e il ponte con il rock

La svolta decisiva arrivò nel 1975, quando Moloney compose la colonna sonora di Barry Lyndon, il film di Stanley Kubrick, vincendo il Premio Oscar — un riconoscimento che trasformò i Chieftains da gruppo di appassionati a fenomeno musicale a tempo pieno. Da lì in poi, la band ha continuato a scrivere musica per il cinema, incluso Gangs of New York di Scorsese. Nel 1987 arrivò un’altra pietra miliare: l’album Irish Heartbeat, registrato insieme a Van Morrison, che unì per la prima volta in modo organico il folk strumentale dei Chieftains al songwriting rock irlandese.

Collaborazioni storiche e 6 Grammy Awards

La vera forza dei Chieftains risiede nella loro capacità di interagire con altri mondi musicali senza perdere la propria essenza. Hanno conquistato 6 Grammy Awards e collaborato con artisti inaspettati: dai Rolling Stones a Pavarotti, da Sinead O’Connor a Sting, fino a Paul McCartney e Dolly Parton. Album come The Long Black Veil (1995) hanno venduto milioni di copie. Sono stati anche i primi artisti occidentali a esibirsi sulla Grande Muraglia Cinese e a suonare sul Campidoglio a Washington davanti a più presidenti americani, oltre che per Papi e per la Regina d’Inghilterra, dimostrando che la musica celtica non conosce confini.

Paddy Moloney ha guidato la band ininterrottamente per quasi sessant’anni, suonando su tutti e 44 gli album del gruppo, fino alla sua morte a Dublino l’11 ottobre 2021, all’età di 83 anni — lasciando, nelle parole dell’Irish Traditional Music Archive, “un’eredità musicale meravigliosa”.