
Lo sciopero della fame del 1981 nelle prigioni dell’Irlanda del Nord è stato uno degli eventi più drammatici e simbolici del Conflitto Nordirlandese. I detenuti repubblicani si opponevano al trattamento riservato ai prigionieri politici, chiedendo di essere riconosciuti come tali e la fine delle restrizioni carcerarie imposte dal governo britannico.
Contesto storico
Negli anni ’70 e ’80, la tensione tra le comunità nazionaliste e unioniste dell’Irlanda del Nord era alle stelle. I membri dell’Irish Republican Army (IRA) e dell’INLA venivano incarcerati per attività paramilitari e subivano condizioni carcerarie molto dure. Gli scioperi della fame del 1980 e del 1981 rappresentarono tentativi estremi per ottenere diritti politici fondamentali all’interno delle prigioni di Long Kesh (Maze Prison).
Lo sciopero della fame del 1981
Lo sciopero ebbe inizio il 1° marzo 1981, guidato da Bobby Sands, che divenne un simbolo internazionale della resistenza repubblicana. In totale, dieci prigionieri persero la vita durante lo sciopero, attirando l’attenzione del mondo e aumentando la pressione politica sul governo britannico.
Protagonisti dello sciopero
- Bobby Sands: il leader dello sciopero, che è stato eletto come membro del Parlamento britannico durante la sua drammatica protesta per la fame.
- Francis Hughes: un membro dell’IRA, attivamente coinvolto in operazioni paramilitari e noto per il suo ruolo significativo nello sciopero.
- Joe McDonnell: un prigioniero politico repubblicano, che ha partecipato allo sciopero e ha perso la vita a causa delle conseguenze della sua protesta.
- Kevin Lynch: un membro dell’INLA, riconosciuto per il suo impegno nella difesa dei diritti dei prigionieri.
- Kieran Doherty: eletto membro dell’Assemblea irlandese durante lo sciopero, rappresenta un simbolo della lotta politica dei detenuti.
- Martin Hurson: un giovane membro dell’IRA, che ha partecipato allo sciopero della fame e ha tragicamente perso la vita durante la protesta.
- Mickey Devine: un prigioniero politico repubblicano, attivamente impegnato nella difesa dei diritti dei detenuti.
- Patsy O’Hara: un membro dell’INLA, ricordato per il suo ruolo nello sciopero e la sua incrollabile determinazione.
- Raymond McCreesh: un partecipante attivo dello sciopero della fame, che è morto durante la protesta.
- Thomas McElwee: un membro dell’IRA, noto per il suo impegno politico e per il sacrificio che ha fatto nello sciopero.
Conseguenze e impatto
Lo sciopero della fame del 1981 ha avuto un impatto profondo sia a livello politico che sociale. Ha portato a una maggiore visibilità internazionale del conflitto nordirlandese, ha rafforzato il sostegno alla causa repubblicana e ha contribuito a cambiare la strategia politica dell’IRA e dei partiti nazionalisti in Irlanda del Nord. Il sacrificio dei prigionieri continua a essere un simbolo potente della resistenza e della lotta per i diritti politici.
Cronologia dello Sciopero della Fame del 1981
- 1 marzo 1981: Inizia lo sciopero della fame nel carcere di Maze (Long Kesh), guidato da Bobby Sands.
- 5 maggio 1981: Muore Bobby Sands dopo 66 giorni di sciopero. La sua morte scatena proteste e mobilitazioni in tutto il mondo.
- 12 maggio 1981: Altri prigionieri repubblicani iniziano lo sciopero della fame, seguendo l’esempio di Sands.
- 8 maggio 1981: Muore Francis Hughes.
- 8 maggio 1981: Joe McDonnell ci lascia.
- 2 giugno 1981: Kevin Lynch muore.
- 2 agosto 1981: Kieran Doherty ci abbandona.
- 13 agosto 1981: Martin Hurson perde la vita.
- 20 agosto 1981: Mickey Devine muore.
- 21 agosto 1981: Patsy O’Hara ci lascia.
- 21 agosto 1981: Raymond McCreesh muore.
- 8 settembre 1981: Thomas McElwee, l’ultimo dei dieci prigionieri repubblicani, muore durante lo sciopero.
Lo sciopero della fame del 1981 è stato un momento fondamentale del Conflitto Nordirlandese, portando l’attenzione internazionale sulle condizioni dei prigionieri repubblicani e sulle crescenti tensioni politiche in Irlanda del Nord.


