WikipediaSe gli U2 incarnano l’Irlanda che guarda all’orizzonte con speranza, Gavin Friday — vero nome Fionán Hanvey, classe 1959 — rappresenta l’Irlanda che scruta nel profondo dell’abisso. Cresciuto insieme a Bono, che abitava a poche porte di distanza da lui, e The Edge nel quartiere di Ballygall, Friday è tra i fondatori della Lypton Village.
La Lypton Village: un mondo tutto loro
Prima ancora di formare qualsiasi band, un gruppo di adolescenti annoiati della periferia nord di Dublino — Finglas, Ballymun, Glasnevin — inventò per sé stesso un intero universo privato: la Lypton Village, completo di un proprio linguaggio in codice e di nomi “veri” che avrebbero sostituito quelli anagrafici. Fu qui che Paul Hewson divenne Bono Vox e Fionán Hanvey divenne Gavin Friday. Da questo stesso gruppo nacquero, quasi in parallelo nel 1977, due band destinate a percorrere strade radicalmente opposte: gli U2 e i Virgin Prunes — la cui somiglianza non era solo di ambiente: Dik Evans, chitarrista dei Prunes, è il fratello maggiore di The Edge.
I Virgin Prunes: estetica e trasgressione
Il nome della band, nello slang dublinese, significa più o meno “puri derelitti” o “reietti” — una dichiarazione d’intenti che il gruppo mantenne fede per tutta la sua attività. La band non si limita a suonare, ma “performa”: mescolando performance art, trasgressione sessuale, cabaret e post-punk gotico. Sono la versione “malata” e underground degli U2, capaci di creare un vero e proprio culto in Europa con album come If I Die, I Die, prima di sciogliersi nel 1986.
Carriera solista: eleganza e cinema
Dopo lo scioglimento della band, Friday inizia un percorso da solista che si distingue per eleganza, cabaret chanson e arrangiamenti orchestrali. Album come Each Man Kills the Thing He Loves sono veri e propri capolavori di introspezione. La sua influenza si estende anche al cinema: insieme al collaboratore di lunga data Maurice Seezer, ha composto tre brani per il film Nel nome del padre (1993, con Daniel Day-Lewis) — la title track ottenne persino una nomination all’Oscar — e ha firmato la colonna sonora completa di The Boxer nel 1997, oltre a collaborare con Bono per Moulin Rouge!.
La sua poliedricità non si ferma alla musica: appassionato pittore, ha esposto le proprie opere alla Hendriks Gallery di Dublino nel 1988 con la mostra I Didn’t Come Up the Liffey in a Bubble, e nel 1999 ha realizzato un documentario sui rifugiati del Kosovo.
Il ruolo di mentore
Gavin Friday è il “saggio folle” della scena musicale di Dublino, l’uomo che ha insegnato agli U2 a osare e che continua a rappresentare il lato più eccentrico e unico della musica irlandese.


