
Prima di David Beckham e prima di Cristiano Ronaldo, c’è stato lui: George Best. Non si è limitato a dominare il campo da calcio; ha rivoluzionato le regole del gioco, uscendo dal rettangolo verde per diventare la prima vera rockstar dello sport. Negli Swinging Sixties, il ragazzo di Belfast ha fatto qualcosa che nessun calciatore aveva mai osato: è diventato più famoso delle stesse stelle del rock.
Il taglio di capelli che cambiò la moda maschile
Quando Best fece il suo debutto con il Manchester United, i calciatori avevano ancora i capelli corti e l’aspetto trasandato dei lavoratori del dopoguerra. George, invece, si presentò con una chioma fluente e scalata, che venne soprannominata il “Belfast Boy Cut”, anticipando il famoso mop-top dei Beatles.
Le donne cominciarono a frequentare Old Trafford non tanto per il calcio, ma per ammirare lui. Le sue gambe arcuate, il suo passo elastico e il suo viso da angelo caduto lo resero un simbolo che univa atletismo e pura bellezza. Era il volto perfetto per una nazione; la Svizzera o l’Italia non avevano nulla di simile.
Geordie: il Quinto Beatle e le notti allo Studio 54
Il termine “Quinto Beatle” non è nato per caso. Best condivideva con i Fab Four le radici operaie di Liverpool e Belfast, l’accento, il taglio di capelli e, soprattutto, l’eccitazione della fama mondiale.
Dopo aver conquistato la Coppa dei Campioni nel 1968, Best divenne un frequentatore abituale dei locali più esclusivi di Londra e Manchester. Aprì persino i suoi night club – i celebri “Slack Alice” e “Osborne’s” – passando da cliente a re della notte. La sua vita sentimentale con le miss e le attrici dell’epoca attirò l’attenzione dei paparazzi: era l’unico uomo al mondo capace di rubare la copertina a John Lennon o Mick Jagger.
Ma dietro il luccichio e lo champagne, si nascondeva un abisso. Le notti insonni e l’alcol iniziarono a consumare il suo talento, allontanandolo da chi, come Cruijff, continuava a crescere sul campo.
Il filosofo della notte: l’autoironia come stile di vita
Non c’è un’icona pop senza una buona dose di mitologia verbale. George Best lo sapeva bene e ha usato le sue frasi celebri per costruire il suo personaggio, mescolando arroganza e una disarmante autoironia.
“Ho speso un sacco di soldi per alcol, donne e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato.”
Questa battuta racchiude perfettamente l’atteggiamento di un’intera generazione. Best non si scusava per i suoi vizi, anzi, si faceva complice del pubblico che lo giudicava. Era l’anti-eroe ideale per i tabloid inglesi, un uomo che viveva la vita a tutto volume, senza preoccuparsi delle conseguenze che, purtroppo, colpirono duramente la sua famiglia.
L’onore supremo: il volto sulla banconota da £5
Essere considerato il “quinto Beatle” è già un grande riconoscimento nella cultura pop, ma la vera consacrazione ufficiale è arrivata nel 2006, solo un anno dopo i suoi funerali di Stato. La Northern Bank (oggi conosciuta come Danske Bank) ha emesso una banconota commemorativa da 5 sterline nord-irlandesi interamente dedicata a George Best.
È stato un evento senza precedenti: mai prima d’ora un calciatore era stato onorato con la propria immagine su una valuta ufficiale nel Regno Unito. La banconota, che circolava e non era solo un pezzo da collezione, mostrava il sorriso di Best durante i suoi anni d’oro al Manchester United, circondato da simboli della sua carriera e della sua amata Belfast.
Le file davanti alle filiali della banca a Belfast erano lunghissime. Migliaia di tifosi si sono messi in coda per ritirare la banconota, non per spenderla, ma per incorniciarla come un prezioso cimelio. Un finale perfetto e quasi ironico per un uomo che ha sempre vissuto la vita come un fuoco d’artificio: finire letteralmente sui soldi che, come amava ricordare, aveva speso così generosamente durante la sua esistenza.
La storia di un’Icona al cinema
Una vita così avventurosa non poteva certo passare inosservata per il mondo del cinema. Tra i vari tentativi di raccontare la sua caduta, il film “Best”, diretto da Mary McGuckian, si distingue per il suo tentativo di rivelare l’uomo dietro il mito, esplorando il suo inesorabile declino.
Dallo sport alla cultura popolare, George Best ha lasciato un segno indelebile. Scopri la biografia completa di Best o torna a esplorare il sport irlandese.







