Best film di Mary McGuckian
Best film di Mary McGuckian

Il film su George Best ripercorre ascesa e declino del fenomenale e dannato calciatore nordirlandese. Dal debutto, in età giovanile con il Manchester in Inghilterra, alla definitiva consacrazione di George Best con la vittoria della Coppa dei Campioni e all’assegnazione del Pallone d’oro nel 1968. Il film racconta Geordie icona pop e un calciatore ancora in vita nel momento di pubblicazione della pellicola cinematografica: George Best aveva da poco subito un trapianto di fegato e appari nei fotogrammi di chiusura dei titoli di coda. Le disavventure di George Best, l’alcool in particolare, lo porteranno a morire a soli 59 anni: andrà a sbattere contro un iceberg come il Titanic. Eppure, le cause della morte di George Best sono tuttora misteriose. Dieci anni dopo il decesso di George Best nuove rivelazioni raccontano che non fu l’alcol a uccidere ma una overdose di farmaci immunosoppressori.

Informazioni

Uscito in Italia nel 2002, per il mercato home video e in alcune sale cinematografiche, il film di McGuckian (1999) su George Best documenta tutte le fasi del campione. La sceneggiatura è di McGuckian e Lynch, mentre la fotografia è affidata a Witold Stock. A interpretare George Best e gli altri ci sono Lynch, Ian Bannen, Linus Roache, Jerome Flynn, Ian Hart, Patsy Kensit, Cal Macaninch, Adrian Lester, David Hayman, James Ellis, Roger Daltrey, Sophie Dahl, Stephen Fry, Jim Sheridan, Sara Stockbridge e Clive Anderson.

Trama

Best racconta la notorietà e il potere che hanno trascinato George Best nel tunnel della morte: abuso di alcol, gioco d’azzardo e notti folli viziate dai vizi. La carriera di George Best, il suo successo e i suoi buoni rapporti si logorarono con il passare degli anni, compresi quelli col suo allenatore Tommy Docherty. Il Manchester United dopo ripetuti scandali non riuscì più a giustificare la condotta e gli eccessi di George Best. Tutti i tentativi di riportare George Best sulla retta via affogarono nell’alcol. George Best beveva molto, e quanto beveva lo sapevano tutti coloro che gli stavano vicino. George Best era dipendente dalla bottiglia. A dissuadere George Best ci provarono i compagnia di squadra e il vecchio allenatore Matt Busby, ma senza alcun successo. Pochi giorni prima di morire George Best chiese a un tabloid di pubblicare una foto che lo ritraeva nel suo letto d’ospedale con la frase: “Don’t die like me”, ovvero non morite come me.

In quell’ultima frase di George Best è racchiuso il talento del calciatore, la sua anima fragile e la grandezza nel non aver mai nascosto i propri limiti. George Best è stato capace di farsi perdonare tutto in vita e anche qualcosa in più post mortem. L’abilità calcistica di George Best, la classe indiscussa, il dribbling superiore ai suoi avversari, l’ha reso un calciatore unico. Anche la provenienza di George Best ha influito sull’immagine del giovane campione consacrato a idolo. Nato a Cregagh, un quartiere di Belfast, primogenito di Dickie Best e Anne Withers, George Best è stato il bello che c’è da vedere in mezzo all’odio di quegli anni che si respirava tra protestanti e cattolici.