https://www.facebook.com/OfficialEnglandRugbyPer ogni appassionato delle nazioni celtiche, affrontare l’Inghilterra è senza dubbio la partita dell’anno. L’Inghilterra vanta il titolo di nazionale più antica (la prima partita internazionale della storia fu Scozia-Inghilterra nel 1871) e gioca le sue partite nel sacro tempio del rugby mondiale: Twickenham. Ma la nazionale inglese non è solo la “Bestia” da battere; è una squadra ricca di storia, tradizione e un’identità musicale unica, dove l’inno nazionale e i canti gospel si intrecciano per creare un’atmosfera inconfondibile.
La rosa rossa e la storia
La squadra inglese, sotto la gestione della Rugby Football Union (RFU), sfoggia l’iconica Rossa Rossa (Red Rose) sul suo petto bianco. Anche se il rugby ha avuto origine alla Rugby School (Warwickshire), la squadra nazionale ha spesso vissuto un rapporto altalenante con i suoi tifosi, oscillando tra periodi di grande successo e momenti di attesa.
Le rivalità sono il sale di questo sport. Per i lettori di questo sito, il match contro l’Irlanda è diventato negli ultimi anni una vera e propria finale anticipata, spesso decisiva per la vittoria finale del Sei Nazioni. Non meno sentita è la sfida contro la Scozia per la Calcutta Cup e la “battaglia” contro la Francia, storicamente rivali nel vecchio continente.
La cultura dello stadio: Swing Low, Sweet Chariot
Se l’inno della nazionale inglese è “God Save The King” (a differenza della nazionale di calcio che usa “Jerusalem”), la vera colonna sonora di Twickenham è il canto del pubblico. Quando l’Inghilterra attacca, 82.000 tifosi intonano “Swing Low, Sweet Chariot”.
Originariamente un negro-spirit americano, è diventato l’inno non ufficiale del rugby inglese (il “God Save The King” si sente a inizio partita, ma “Swing Low” è l’anima della tifoseria). È un momento in cui lo stadio vibra letteralmente, una tradizione che ogni viaggiatore dovrebbe vivere almeno una volta.
L’esperienza a Twickenham: la “Cabbage Patch”
Twickenham, situato nella periferia sud-ovest di Londra, è uno stadio monumentale. Conosciuto affettuosamente come la “Cabbage Patch” (l’orto di cavoli), poiché un tempo il terreno era coltivato, oggi è una fortezza moderna dove l’Inghilterra è quasi imbattibile.
L’esperienza del matchday qui è diversa rispetto a Dublino o Edimburgo. È più formale, ma non per questo meno accogliente. I pub intorno allo stadio, come il famoso Cabbage Patch Pub, si riempiono di tifosi inglesi e ospiti in un’atmosfera conviviale. La logistica è impeccabile, con la stazione ferroviaria di Twickenham che porta i tifosi direttamente al centro di Londra in un batter d’occhio.
Per scoprire meglio le caratteristiche di questo impianto, la sua capacità e come prenotare un tour, visitate la pagina dedicata allo Stadio Twickenham di Londra.
Viaggiare per vedere l’Inghiltera
Una trasferta a Londra per assistere a una partita del 6 Nazioni è l’occasione ideale per mescolare la passione per lo sport con la scoperta di una delle città più vivaci del mondo. Londra è un vero e proprio scrigno di attrazioni, musei e quartieri da esplorare.
Per i tifosi irlandesi che si recano in trasferta, la città offre una miriade di pub irlandesi autentici (come il Waxy O’Connor’s o The Porterhouse) dove poter festeggiare (o magari consolare) la propria squadra dopo la partita.
Confronto culturale
Mentre in Irlanda l’inno è “Ireland’s Call” (un inno di riconciliazione), e in Scozia si canta “Flower of Scotland” (un inno di sfida), l’Inghilterra ha il suo inno nazionale God Save the Queen.





