Grace O’Malley: la donna che Elisabetta I non riuscì a piegare

Nel 1593, una donna irlandese di sessant’anni si presentò alla corte di Elisabetta I d’Inghilterra. Non si inchinò — sosteneva di essere una regina quanto Elisabetta. Parlarono in latino. A un certo punto la donna si soffiò il naso in un fazzoletto, lo gettò nel fuoco, e spiegò che in Irlanda i fazzoletti sporchi si gettano, non si ripiegano.

Questa donna era Grace O’Malley — Gráinne Mhaol in gaelico, conosciuta come Granuaile — piratessa, capoclan, comandante navale. Per quarant’anni controllò le acque al largo della costa occidentale dell’Irlanda.

La vita come thriller storico

Grace O’Malley nacque intorno al 1530 nella contea di Mayo. Secondo la leggenda, da bambina aveva chiesto al padre di portarla in una spedizione verso la Spagna. Il padre aveva rifiutato: i suoi capelli si sarebbero impigliati nelle corde. Granuaile si tagliò i capelli quella notte stessa — da qui il soprannome Mhaol, ‘calva’.

Si sposò due volte, ebbe tre figli, perse entrambi i mariti, combatté contro la Corona inglese per decenni, fu prigioniera, evase, riprese il comando della sua flotta. A Clare Island c’è ancora il castello dove aveva la sua base principale.

Il suo nome nell’Irlanda di oggi

Grace O’Malley è diventata un’icona culturale irlandese — non tanto per quello che fece storicamente, che includeva saccheggio e pirateria, ma per quello che rappresenta simbolicamente: una donna che in un’epoca senza potere formale per le donne riuscì a costruirsene uno attraverso l’intelligenza e il rifiuto di accettare i limiti imposti.

Nella tradizione del nazionalismo irlandese, Granuaile è diventata una delle figure che incarnano l’Irlanda stessa — un’isola che rifiuta di essere soggiogata. Il fatto che lo abbia fatto letteralmente di fronte a Elisabetta I ha reso la storia ancora più potente.

Westport ha un museo dedicato a lei. Clare Island ha il castello. Per chi vuole seguire le sue tracce, la guida alla contea di Mayo raccoglie i luoghi e gli itinerari.

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