Ci sono posti che sembrano impossibili anche quando li stai guardando. Le Skellig Islands sono così — due pinnacoli di roccia scura che emergono dall’oceano Atlantico a circa 12 km al largo della costa del Kerry, visibili dal molo di Portmagee nelle giornate limpide come allucinazioni geologiche.
Non sono riuscito a salire su Skellig Michael. I posti sui traghetti si esauriscono mesi prima, le condizioni meteo cancellano metà delle traversate, e quella mattina di luglio le onde erano troppo alte. Sono rimasto sul molo di Portmagee a guardarle per un’ora, con la nebbia che le nascondeva a metà e poi le rivelava di nuovo, e ho capito che forse era il modo giusto di vederle la prima volta.
Il posto impossibile che i monaci scelsero
I monaci cristiani irlandesi del VI secolo avevano una teoria precisa: più lontano dal mondo, meglio. Skellig Michael è un pinnacolo basaltico che sale a 218 metri, battuto dai venti atlantici per dieci mesi all’anno. I monaci ci costruirono sei celle di pietra a forma di alveare, un oratorio, due chiese — tutto senza malta, solo pietre incastrate con una precisione che ha resistito quindici secoli di tempeste.
Giustamente guardandole dalla terraferma, con il vento che spingeva e le onde che si infrangevano contro i moli, quella scelta sembrava ancora più radicale e più comprensibile allo stesso tempo.
Portmagee e quello che rimane sulla terraferma
Chi non riesce a salire ha a disposizione una delle coste più belle del Kerry come consolazione. Portmagee è un villaggio minuscolo con un porto da cui partono i traghetti. Valentia Island, collegata da un ponte, ha i fossili di tetrapodi più antichi d’Europa impressi nella roccia — impronta di un animale che camminava qui 385 milioni di anni fa.
Da aprile a luglio i puffin nidificano sulle scogliere — la traversata è giustificabile anche solo per loro. Il Centro Visitatori a Portmagee racconta la storia del monastero con una cura straordinaria.
Quella mattina sul molo un pescatore mi disse: “Le persone che ci salgono vedono le rocce. Le persone che le guardano da qui vedono il posto.” Quel mattino, con le isole che emergevano e sparivano nella nebbia, ho visto qualcosa che difficilmente una visita guidata avrebbe potuto darmi.
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